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La Bulimia

La Bulimia

Definizione,Cause,Sintomi

La bulimia nervosa, in senso letterario "fame da bue" o "da cane", compare solo raramente nelle pubblicazioni di natura medica antecedenti gli anni '60. È negli anni '70 che l'accesso bulimico o alimentazione compulsiva diviene oggetto di studio. Nel 1979, Russel definì per primo la bulimia e descrisse tre principali caratteristiche sintomatologiche:
1. una potente ed irrefrenabile propensione ad abbuffarsi;
2. comportamenti come il vomito autoindotto e l'abuso di lassativi per evitare l'aumento di peso;
3. un esagerato timore di ingrassare.
La bulimia ,dal greco boulimìa, comp. di bò us bue e limòs fame; propr. fame da bue, è un disturbo del comportamento alimentare.
Clinicamente la bulimia è denotata da episodi in cui il soggetto sente un bisogno impulsivo di assumere spropositate quantità di cibo, correlati da una spiacevole sensazione di non essere capace di controllare il proprio comportamento. L'episodio bulimico è caratterizzato dall'atteggiamento compulsivo con cui il cibo è ingerito e non dal desiderio di mangiare un determinato alimento. È frequente negli adolescenti e nei giovani adulti. Colpisce prevalentemente soggetti di sesso femminile (90%). Generalmente compare attorno ai 12 - 14 anni (tarda preadolescenza) o nella prima età adulta (18-19 anni).

L'episodio bulimico è caratterizzato dall'atteggiamento compulsivo con cui il cibo è ingerito e non dal desiderio di mangiare un determinato alimento.La persona che soffre di bulimia ha una bassissima stima di sé che deriva da un profondo vuoto interiore. Nel disperato tentativo di riempire questo vuoto è costretta, al di là della sua volontà, ad ingerire enormi quantità di cibo.Nella bulimia, quella che si instaura con il cibo, è una vera e propria dipendenza paragonabile a quella che lega il tossicodipendente alla droga.

Si distinguono due tipi di bulimia:
la Bulimia con condotte di eliminazione che vedono il soggetto ricorrere regolarmente a vomito autoindotto oppure all'uso inappropriato di lassativi, diuretici o enteroclismi.
la bulimia senza condotte di eliminazione che vede il soggetto bulimico adottare regolarmente comportamenti compensatori inappropriati, ma non dedicarsi regolarmente al vomito autoindotto o all'uso inappropriato di lassativi, diuretici o enteroclismi.





Bulimia

LA DIAGNOSI

L'inizio della Bulimia Nervosa è spesso riconducibile ad una dieta dimagrante volta a correggere un aumento ponderale per altro molto contenuto. La bulimia insorge verso i 18-19 anni, quindi mediamente un pò più tardi dell'anoressia, ma più della metà delle donne diagnosticate anoressiche sono anche bulimiche. Si calcola che ogni anno nel nostro Paese oltre 10 mila persone si ammalano di bulimia, mentre le anoressiche e le bulimiche croniche si stima siano 65.000. Un progetto pilota è stato attivato da poco tempo nella Regione Veneto con due centri di diagnosi e cura che prevede anche terapie di lungo termine in collaborazione con le Università di Verona e Padova. Le strutture sono organizzate in modo da rendere l'ambiente terapeutico il più confortevole possibile: niente corsie di ospedale, ma stanze e cucine autonome in modo da consentire ai pazienti di riassaporare il piacere di cucinare e di mangiare. I primi risultati sembrano incoraggianti tanto che il Piano sanitario nazionale si propone di realizzare almeno una comunità terapeutica in ogni regione.

Bulimia

LE CAUSE

Gli episodi bulimici possono essere scatenati da alterazioni dell'umore, stati d'ansia o stress. In alcuni casi gli episodi bulimici possono anche essere programmati anticipatamente. Non vengono considerati episodi bulimici quei casi in cui vi è un'elevata assunzione di cibo saltuariamente e in contesti e situazioni particolari, né il continuo "spiluccare" durante la giornata.
Anoressia e bulimia a volte possono essere osservate nella stessa persona, come nel caso di una nota giornalista sportiva che ha confessato nella trasmissione del "Maurizio Costanzo show" di aver sofferto di entrambi i disturbi e di esserne uscita non senza fatica.
In molti casi è estremamente difficile guarire da queste situazioni morbose che, come abbiamo visto all'inizio, si possono anche concludere tragicamente. Infatti se da un lato è chiaro che si tratta di patologie che rientrano nell'area di competenza della psichiatria e della psicologia, dall'altro presentano ampie zone di intersecazione con altri settori della medicina e quindi esigono, per la loro soluzione, un approccio multidisciplinare che coinvolga medici,psicologi, assistenti sociali, esperti della educazione alimentare e, naturalmente, la stessa famiglia. Tutte queste persone dovrebbero poter operare, in uno sforzo comune, all'interno di strutture adeguate che qui da noi, purtroppo, sono ancora piuttosto carenti.


Bulimia:Rimedi

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